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Il blog di Giuseppe Carpita





CHIESA CATTOLICA (SOCIETA')
22 maggio 2010

La "Tenda del Risorto"

La Chiesa che è in Assisi-Nocera U.-Gualdo T., sotto la guida paterna del vescovo diocesano, mons. Domenico Sorrentino, sta vivendo un'esperienza di forte ed intenso moto ecclesiale: la “Tenda del Risorto”. Ubicata a S. Maria degli Angeli, meglio nota al mondo per la basilica della Porziuncola, in un'area attigua al Teatro Lyrick, la “Tenda” è una struttura realmente precaria, allestita per l'occasione e che rimarrà fino a domenica di Pentecoste, giorno di chiusura dell'evento. Da sabato scorso, da quando cioè si è aperta, essa ospita l'Eucaristia esposta all'adorazione continua per tutte le 24 ore del giorno. Ed è così che è divenuta meta nell'arco della giornata e della notte di decine e decine di fedeli provenienti da tutta la diocesi . Un'esperienza, che, evocando il simbolo biblico del Dio dell'Esodo, da questo punto di vista rimane coinvolgente e sconvolgente allo stesso tempo. Personalmente ho avvertito come se l'uomo d'oggi, qui da noi, dove peraltro le chiese non mancano (ad Assisi in particolare vi sono due delle basiliche patriarcali della Chiesa latina), abbia bisogno di precarietà per ritrovarsi nella fede con il Cristo.

Va detto però che il tutto non è nato casualmente, ma è frutto di un percorso di Chiesa deciso e avviato dal Vescovo Domenico. Cammino anticipato da lui, appena giunto in diocesi nel 2005 con la Lettera pastorale “Francesco, va’, ripara la mia casa” e messo in atto con il piano pastorale diocesano che si sta svolgendo dal maggio 2006, secondo le tappe della “conversione”, della “comunione” e della missione”. Adesso si è nel secondo Anno della Missione, che viene dopo quello di “risveglio” e che riguarda l'annuncio” strada-casa. Annuncio, che naturalmente ha come oggetto il Kerigma: Gesù di Nazareth, “vero Dio e vero uomo, morto e risorto per noi, unico Salvatore e unica Speranza dell’umanità”. La missione ha visto una prima fase in Avvento, una seconda in Quaresima e una terza nel presente Tempo Pasquale. In questo contesto, perciò, va collocata e letta l'esperienza della “Tenda del Risorto, un evento fuori dagli schemi ordinari,per sollecitare un’attenzione più larga all’annuncio”. Mons. Sorrentino spiega nella presentazione del progetto pastorale: “Con tale espressione vogliamo simbolicamente evocare l’appuntamento che il Risorto dà ai suoi, prima dell’Ascensione: «Poi li condusse fuori, verso Betania e, alzate le mani, li benedisse. Mentre li benediceva, si separò da loro e veniva portato verso il cielo. Ed essi, dopo averlo adorato, se ne tornarono a Gerusalemme con grande gioia» (Lc 24,50-53)”. Ma la “Tenda del Risorto” ha avuto momenti non solo di preghiera ma anche di approfondimento su diverse tematiche: dalla salvaguardia del creato alla musica, dal mistero della sofferenza al mondo dell'arte, dal rapporto Vangelo-strutture sociali alla “novità di vita che viene dal Signore” con i ragazzi protagonisti, per concludere con il mondo della famiglia. E, infine, occasioni d'incontro in spazi riservati ad associazioni e realtà diocesane.

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CHIESA CATTOLICA (CULTURA)
6 aprile 2010

Pasqua nella polis

E

In questa settimana, detta ottava di Pasqua, nella Chiesa cattolica ogni giorno si celebra come solennità del Signore in cui si intrecciano i temi della risurrezione e del battesimo. Un tempo quello che segue fino alla Pentecoste che vuole essere un'occasione per approfondire lo stesso evento pasquale in relazione alla Chiesa, nata dalla “Pasqua che confessa e vive la sua comunione con il Risorto mediante lo Spirito”. La Chiesa fatta da ogni battezzato che nella comunità offre a tutti un periodo di ripensamento e di consapevole adesione al dono pasquale della vita in Cristo. Questa è la Chiesa. Questa è Chiesa. Al cristiano il compito di testimoniare questa sua fede. Ho ritrovato un ritaglio del giornale Avvenire del 12 giugno 2003 con un articolo di Enzo Bianchi, priore di Bose, dal titolo “La nuova barbarie dell'occidente”. Bianchi concludeva quel pezzo, tanto attuale, proprio richiamando il ruolo dei cristiani nella società odierna caratterizzata da <<mancanza di pudore, volgarità nel confronto pubblico, offesa del diverso, culto della forza>>. Una situazione in cui i cristiani devono fungere <<da “sentinelle”- secondo l’espressione biblica felicemente ripresa da Giovanni Paolo II— che sanno vegliare, misurare la notte; annunciare l’alba senza pretese né arroganza, ma solo fidandosi della profezia che nasce là dove la parola di Dio è ascoltata, vissuta e, di conseguenza, offerta agli altri uomini che vi possono accedere guardando i cristiani>>. Bianchi ha richiamato Mounier per il quale «i cristiani non sono chiamati a creare una civiltà cristiana, una politica cristiana, un sistema educativo cristiano»; ma devono << inoculare diastasi profetiche nelle società cui appartengono, devono cioè saper saper dire la “buona notizia” lavorando a servizio dell'umanità>>. Fare ciò significa qui ed ora progettare nella polis un futuro con tutti privilegiando la solidarietà con gli ultimi in una “società laica, multietnica e religiosamente variegata”. Ecco la Pasqua annunciata e vissuta.

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Diario (DIARI)
17 gennaio 2010

Scelta di Dio e santità

Ieri ho ascoltato una riflessione sul cap. 1 della Seconda lettera di san Paolo ai Corinzi (vv.12-23),incentrata sulla santità che scaturisce dall’elezione ovvero dalla scelta di Dio, che viene prima dell’agire e della relativa regola morale. E’ la fede che salva. La stessa Chiesa è santa perché eletta da Dio. Questo ci aiuta a comprendere le contraddizioni che talvolta s’incontrano tra ciò che si annuncia e ciò che si vive. A farci capire meglio ci soccorre sant’Ambrogio:<<Gesù non elesse per l’apostolato persone sapienti, non personefacoltose, non persone nobili, ma pescatori e pubblicani, perché non doveva sembrare che riuscissero a trascinare con la sapienza, a comprare con le ricchezze, ad attrarre gli altri verso la sua grazia con il prestigio della dignità e della nobiltà. Doveva prevalere l’argomento della verità, non l’attrattiva del discorso>> (Commento su san Luca, V,40). 

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permalink | inviato da giuseppecarpita il 17/1/2010 alle 18:42 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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