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Il blog di Giuseppe Carpita





CULTURA (CULTURA)
29 maggio 2010

L'indifferenza

L’intervista rilasciata dal presidente emerito della Repubblica Ciampi a Massimo Giannini de la Repubblica  è destinata a fare rumore per la denuncia che fa circa “i giorni terribili del ‘92”. Gli fa eco Walter Veltroni rispondendo al TG3 , quale componente della commissione parlamentare antimafia. Fatti che dovrebbero suscitare quanto meno emozioni per la portata di ciò che si tratta. E invece si nota in giro la conferma di un atteggiamento di indifferenza, come se si trattasse di cose lontane non solo nel tempo. Del resto è pur vero che l’indifferenza si connota come mancanza assoluta di partecipazione o di interesse dell’individuo sul piano sociale e morale primo che politico. L’indifferenza in fondo è figlia dell’apatia, alla lettera mancanza di sentimento, che porta all’autoreferenzialità oggi dominante. Si vive nella bolla dove tutto appare normale, dove non c’è distinzione tra bene e male e dove tutto scorre sotto gli occhi come se non ci appartenesse. Questa situazione si è aggravata per un’informazione spesso distorta a livello televisivo e non solo, di cui si alimenta buona parte dell’opinione pubblica.

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CHIESA CATTOLICA (SOCIETA')
22 maggio 2010

La "Tenda del Risorto"

La Chiesa che è in Assisi-Nocera U.-Gualdo T., sotto la guida paterna del vescovo diocesano, mons. Domenico Sorrentino, sta vivendo un'esperienza di forte ed intenso moto ecclesiale: la “Tenda del Risorto”. Ubicata a S. Maria degli Angeli, meglio nota al mondo per la basilica della Porziuncola, in un'area attigua al Teatro Lyrick, la “Tenda” è una struttura realmente precaria, allestita per l'occasione e che rimarrà fino a domenica di Pentecoste, giorno di chiusura dell'evento. Da sabato scorso, da quando cioè si è aperta, essa ospita l'Eucaristia esposta all'adorazione continua per tutte le 24 ore del giorno. Ed è così che è divenuta meta nell'arco della giornata e della notte di decine e decine di fedeli provenienti da tutta la diocesi . Un'esperienza, che, evocando il simbolo biblico del Dio dell'Esodo, da questo punto di vista rimane coinvolgente e sconvolgente allo stesso tempo. Personalmente ho avvertito come se l'uomo d'oggi, qui da noi, dove peraltro le chiese non mancano (ad Assisi in particolare vi sono due delle basiliche patriarcali della Chiesa latina), abbia bisogno di precarietà per ritrovarsi nella fede con il Cristo.

Va detto però che il tutto non è nato casualmente, ma è frutto di un percorso di Chiesa deciso e avviato dal Vescovo Domenico. Cammino anticipato da lui, appena giunto in diocesi nel 2005 con la Lettera pastorale “Francesco, va’, ripara la mia casa” e messo in atto con il piano pastorale diocesano che si sta svolgendo dal maggio 2006, secondo le tappe della “conversione”, della “comunione” e della missione”. Adesso si è nel secondo Anno della Missione, che viene dopo quello di “risveglio” e che riguarda l'annuncio” strada-casa. Annuncio, che naturalmente ha come oggetto il Kerigma: Gesù di Nazareth, “vero Dio e vero uomo, morto e risorto per noi, unico Salvatore e unica Speranza dell’umanità”. La missione ha visto una prima fase in Avvento, una seconda in Quaresima e una terza nel presente Tempo Pasquale. In questo contesto, perciò, va collocata e letta l'esperienza della “Tenda del Risorto, un evento fuori dagli schemi ordinari,per sollecitare un’attenzione più larga all’annuncio”. Mons. Sorrentino spiega nella presentazione del progetto pastorale: “Con tale espressione vogliamo simbolicamente evocare l’appuntamento che il Risorto dà ai suoi, prima dell’Ascensione: «Poi li condusse fuori, verso Betania e, alzate le mani, li benedisse. Mentre li benediceva, si separò da loro e veniva portato verso il cielo. Ed essi, dopo averlo adorato, se ne tornarono a Gerusalemme con grande gioia» (Lc 24,50-53)”. Ma la “Tenda del Risorto” ha avuto momenti non solo di preghiera ma anche di approfondimento su diverse tematiche: dalla salvaguardia del creato alla musica, dal mistero della sofferenza al mondo dell'arte, dal rapporto Vangelo-strutture sociali alla “novità di vita che viene dal Signore” con i ragazzi protagonisti, per concludere con il mondo della famiglia. E, infine, occasioni d'incontro in spazi riservati ad associazioni e realtà diocesane.

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CULTURA (CULTURA)
16 maggio 2010

Alla ricerca delle cose ultime

Nel giorno dell'Ascensione, che segna l'inizio di un'era di speranza, mi piace ricordare le parole con cui Benedetto XVI, nel suo recente viaggio apostolico  in Portogallo, ha concluso il discorso rivolto al mondo della cultura nel Centro Cultural de Belém di Lisbona: "Cari amici, la Chiesa ritiene come sua missione prioritaria, nella cultura attuale, tenere sveglia la ricerca della verità e, conseguentemente, di Dio; portare le persone a guardare oltre le cose penultime e mettersi alla ricerca delle ultime. Vi invito ad approfondire la conoscenza di Dio così come Egli si è rivelato in Gesù Cristo per la nostra piena realizzazione. Fate cose belle, ma soprattutto fate diventare le vostre vite luoghi di bellezza".

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