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Umiltà da Padre della Chiesa

Per dirla con le parole del direttore della Sala Stampa vaticana, la lettera  del Papa ai Vescovi della Chiesa cattolica riguardo alla remissione della scomunica dei 4 vescovi lefebvriani ha dell’inconsueto. Una lettera scritta di “pugno” da Benedetto XVI per “aiutare a comprendere le intenzioni che in questo passo hanno guidato me e gli organi competenti della Santa Sede. Spero di contribuire in questo modo alla pace nella Chiesa”. Un atto “chiarificatore” quello papale che va per i contenuti e i toni che esprime al di là del caso concreto di cui si occupa. Vito Mancuso, che pure negli ultimi tempi ha assunto posizioni teologiche di avanguardia, l’ha definito una “mini enciclica”. Con la chiarezza teologica che lo contraddistingue Benedetto XVI traccia un’analisi del ruolo profetico che attende la Chiesa oggi e cioè “la priorità che sta al di sopra di tutte è di rendere Dio presente in questo mondo e di aprire agli uomini l’accesso a Dio. Non ad un qualsiasi dio, ma a quel Dio che ha parlato sul Sinai; a quel Dio il cui volto riconosciamo nell’amore spinto sino alla fine (cfr Gv 13, 1) – in Gesù Cristo crocifisso e risorto. Il vero problema in questo nostro momento della storia è che Dio sparisce dall’orizzonte degli uomini e che con lo spegnersi della luce proveniente da Dio l’umanità viene colta dalla mancanza di orientamento, i cui effetti distruttivi ci si manifestano sempre di più. Condurre gli uomini verso Dio, verso il Dio che parla nella Bibbia: questa è la priorità suprema e fondamentale della Chiesa e del Successore di Pietro in questo tempo”. Nell’affermare ciò il Papa non si esime di guardare ad intra e citando S. Paolo (Gal 5, 13 – 15) ha evocato il "mordere e divorare" che esiste oggi come al tempo dei Galati nella Chiesa come espressione di una libertà mal interpretata, per cui bisogna ancora e sempre “imparare la priorità suprema: l’amore”. Una nota che marca l’umiltà di questo Papa la dà il riferimento proprio a internet a proposito della “disavventura per me imprevedibile” per il Vescovo negazionista Williamson. Il Papa scrive: “Mi è stato detto che seguire con attenzione le notizie raggiungibili mediante l’internet avrebbe dato la possibilità di venir tempestivamente a conoscenza del problema. Ne traggo la lezione che in futuro nella Santa Sede dovremo prestar più attenzione a quella fonte di notizie”. Una testimonianza di umanità  “da Padre della Chiesa” da parte del Pontefice.

Pubblicato il 13/3/2009 alle 20.41 nella rubrica CHIESA CATTOLICA.

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