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I lupi e il mistero della luna

 Negli ultimi mesi si potrebbe dire che per Benedetto XVI, entrato nel quinto anno di pontificato il 19 scorso, siano stati “tempi di lupi”. Ormai il Papa è fatto oggetto di critiche ostili dai media di tutto il mondo e, cosa inusuale almeno per l'epoca recente, anche da parte di rappresentanti ufficiali di governi. Del resto lo stesso Pontefice nell’omelia della messa inaugurale del suo ministero petrino aveva detto <<pregate per me, perché io non fugga, per paura, davanti ai lupi>>. Proprio domenica scorsa lo ha ricordato L'OSSERVATORE ROMANO con un editoriale del suo direttore, che ha evocato l’immagine della Chiesa, con le sue vicende, simile alla <<fasi alterne della luna, che continuamente cresce e decresce, e il cui splendore dipende dalla luce del sole, cioè da Cristo>>. Una Chiesa sì spesso perseguitata, ma anche “oscurata” per <<Quanta sporcizia c’è >> tra i fedeli, come ebbe a dire il card. Ratzinger nella meditazione preparata per la Via Crucis del 2005. Ma come la luna, appunto, la Chiesa torna immancabilmente a crescere. E il Papa continua profeticamente nell’indicare col suo Magistero la priorità delle priorità ossia <<di rendere Dio presente in questo mondo e di aprire agli uomini l'accesso a Dio. Non a un qualsiasi dio, ma a quel Dio che ha parlato sul Sinai; a quel Dio il cui volto riconosciamo nell'amore spinto sino alla fine (cfr. Giovanni 13, 1), in Gesù Cristo crocifisso e risorto. Il vero problema in questo nostro momento della storia è che Dio sparisce dall’orizzonte degli uomini e che con lo spegnersi della luce proveniente da Dio l’umanità viene colta dalla mancanza di orientamento, i cui effetti distruttivi ci si manifestano sempre di più.>>. Si, questo Papa non ha paura dei lupi nella notte rischiarata dalla Luce.

Pubblicato il 24/4/2009 alle 18.35 nella rubrica CHIESA CATTOLICA.

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