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Inquinamento atmosferico e spirituale

 Ieri il papa nell’omelia per la solennità di Pentecoste ha messo a nudo il degrado morale in cui la nostra società si dibatte, usando come suo solito un’immagine pregnante: << Quello che l’aria è per la vita biologica, lo è lo Spirito Santo per la vita spirituale; e come esiste un inquinamento atmosferico, che avvelena l’ambiente e gli esseri viventi, così esiste un inquinamento del cuore e dello spirito, che mortifica ed avvelena l’esistenza spirituale>>. Benedetto XVI però non si è limitato alla semplice analisi, ma è andato alla radice del problema avvertendo: << Allo stesso modo in cui non bisogna assuefarsi ai veleni dell’aria – e per questo l’impegno ecologico rappresenta oggi una priorità –, altrettanto si dovrebbe fare per ciò che corrompe lo spirito. Sembra invece che a tanti prodotti inquinanti la mente e il cuore che circolano nelle nostre società - ad esempio immagini che spettacolarizzano il piacere, la violenza o il disprezzo per l’uomo e la donna - a questo sembra che ci si abitui senza difficoltà>>. Il papa ha ammonito, quindi, sul reale pericolo che si corre quando non si fa spazio nel cuore allo spirito: <<Anche questo è libertà, si dice, senza riconoscere che tutto ciò inquina, intossica l’animo soprattutto delle nuove generazioni, e finisce poi per condizionarne la stessa libertà. La metafora del vento impetuoso di Pentecoste fa pensare a quanto invece sia prezioso respirare aria pulita, sia con i polmoni, quella fisica, sia con il cuore, quella spirituale, l’aria salubre dello spirito che è l’amore!>>. Personalmente ho trovato significativo questo richiamo del pontefice, avendo avvertito spesso in omelie di sacerdoti una carenza sull’incidenza negativa dell’immagine (a partire da quella televisiva) nella formazione delle coscienze.

Pubblicato il 1/6/2009 alle 22.46 nella rubrica CHIESA CATTOLICA.

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