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"Da semplice e umile lavoratore nella vigna del Signore"

Comincia oggi il sesto anno di pontificato di Benedetto XVI, essendo stato eletto Vescovo della Chiesa di Roma il 16 aprile 2005. Cinque anni di servizio alla Chiesa universale “da semplice e umile lavoratore nella vigna del Signore” come egli stesso si definì presentandosi al mondo. Anni, perciò, carichi di impegno volto verso una precisa priorità così enucleata dallo stesso Papa nella Lettera ai Vescovi del marzo 2009: “Nel nostro tempo in cui in vaste zone della terra la fede è nel pericolo di spegnersi come una fiamma che non trova più nutrimento, la priorità che sta al di sopra di tutte è di rendere Dio presente in questo mondo e di aprire agli uomini l’accesso a Dio” . Benedetto XVI ha fissato nella storia questo suo compito riprendendo i contenuti della fede nell'oggi attraverso le tre encicliche sulla fede, sulla speranza e la carità. E nel fare questo papa Ratzinger è risalito per esempio attraverso la settimanale catechesi del mercoledì all'impegno apostolico di san Paolo, cui è stato dedicato tutto un anno di celebrazioni, e alla lettura esegetica dei Padri della Chiesa insieme alla trattazione di alcune grandi figure della vita ecclesiale fin dalle sue origini. E soprattutto questo Papa continua a costellare il proprio ministero di interventi che evidenziano il nesso indissolubile tra fede e ragione, tra verità e libertà in un tempo in cui tutto è messo in discussione e la verità non supera spesso il confine del teleschermo. Ma a questo Pontefice è toccato anche di alzare il tappeto per togliere quella che lui definì, profeticamente e ancor prima di assurgere al soglio di Pietro, la “sporcizia” nella Chiesa. Ecco quello che disse nel 2005 il card. Ratzinger nella meditazione alla IX stazione della via Crucis al Colosseo: “ Quanta sporcizia c’è nella Chiesa, e proprio anche tra coloro che, nel sacerdozio, dovrebbero appartenere completamente a lui!”. Si può affermare che fatti alla mano Benedetto XVI più di ogni altro non si è tirato indietro di fronte al problema degli abusi sessuali su minori da parte di preti. Dai provvedimenti a carico del fondatore dei legionari di Cristo, alla lettera pastorale ai cattolici d'Irlanda del mese scorso, che non ha precedenti e alle ultime direttive in materia così riepilogate dal cardinale Bertone. Il segretario di Stato in un'intervista alla Radio Vaticana e all'Osservatore Romano rilasciata al ritorno dal suo viaggio in Cile e alla vigilia della partenza con Benedetto XVI per il viaggio a Malta ha precisato: “Il Papa ci ha dato una linea molto chiara", che è innanzitutto quella della "purificazione e della penitenza, per assumere con decisione la propria missione secondo il progetto di Dio". Mea culpa dunque per quanto accaduto sia a danno delle vittime dei pedofili preti sia per i comportamenti di copertura da parte di chi avrebbe dovuto vigilare e intervenire e non l'ha fatto “per una preoccupazione fuori luogo per il buon nome della Chiesa e per evitare gli scandali” . All'omelia pronunciata il 15 aprile nella Cappella Paolina in Vaticano, per i membri della pontificia commissione biblica, Benedetto XVI si è riferito alla “sottile aggressione contro la Chiesa”, aggiungendo “sotto gli attacchi del mondo che ci parlano dei nostri peccati, vediamo che poter far penitenza è grazia, è rinnovamento, è opera della misericordia divina”. E comunque il Papa non da ora deve far fronte ad attacchi, ma lui continua a guardare all'uomo col suo sguardo penetrante che abbraccia mente e cuore. 

Pubblicato il 19/4/2010 alle 0.30 nella rubrica CHIESA CATTOLICA.

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