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L'indifferenza

L’intervista rilasciata dal presidente emerito della Repubblica Ciampi a Massimo Giannini de la Repubblica  è destinata a fare rumore per la denuncia che fa circa “i giorni terribili del ‘92”. Gli fa eco Walter Veltroni rispondendo al TG3 , quale componente della commissione parlamentare antimafia. Fatti che dovrebbero suscitare quanto meno emozioni per la portata di ciò che si tratta. E invece si nota in giro la conferma di un atteggiamento di indifferenza, come se si trattasse di cose lontane non solo nel tempo. Del resto è pur vero che l’indifferenza si connota come mancanza assoluta di partecipazione o di interesse dell’individuo sul piano sociale e morale primo che politico. L’indifferenza in fondo è figlia dell’apatia, alla lettera mancanza di sentimento, che porta all’autoreferenzialità oggi dominante. Si vive nella bolla dove tutto appare normale, dove non c’è distinzione tra bene e male e dove tutto scorre sotto gli occhi come se non ci appartenesse. Questa situazione si è aggravata per un’informazione spesso distorta a livello televisivo e non solo, di cui si alimenta buona parte dell’opinione pubblica.

Pubblicato il 29/5/2010 alle 23.29 nella rubrica CULTURA.

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